Roma. Le nozze di Figaro firmate da Claus Guth per la prima volta in Italia

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«Per me, la cosa meravigliosa di quest’opera è l’enorme libertà, quasi selvaggia, dell’immaginazione di Mozart e la sua capacità di prendere continuamente direzioni imprevedibili. Le nozze di Figaro mette in scena tutte le possibili emozioni umane. Parla dell’essere umano che pensa una cosa e poi ne fa un’altra. È quindi un’opera sul contrasto tra la mente razionale e il comportamento irrazionale».

Così racconta le “sue” Nozze di Figaro Claus Guth. Il celebre allestimento del regista tedesco compie vent’anni e arriva per la prima volta in Italia al Teatro dell’Opera di Roma da martedì 15 settembre per un totale di otto recite, fino al 23 settembre. La prima in diretta su Radio3.

Creata nel 2006 in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, la produzione è stata ripresa a Salisburgo nel 2007, nel 2009 e nel 2011. Nel 2016 è stata acquisita dalla Canadian Opera Company, che l’ha presentata per la prima volta a Toronto nello stesso anno. Nel 2022 è stata quindi ospitata dal Teatro Real di Madrid, per tornare a Toronto nel 2023 e arrivare oggi al suo debutto italiano al Costanzi.

Guth – che torna a Roma dopo il successo della Jenůfa del 2024, produzione già vincitrice a Londra di un Olivier Award – propone una lettura profondamente psicologica del capolavoro mozartiano, spostando il baricentro dalla tradizionale dimensione di commedia degli equivoci all’indagine dei rapporti umani e delle dinamiche di coppia.

Ambientata agli inizi del Novecento in un unico spazio scenico ideato da Christian Schmidt – l’androne di una dimora borghese dominato da un’imponente scalinata – la vicenda si sviluppa come un intenso dramma da camera, in cui desideri, frustrazioni e tensioni emotive emergono con forza.

Schmidt firma anche i costumi, le luci sono curate da Olaf Winter, i movimenti coreografici da Ramses Sigl, i video da Andi A. Müller, mentre la drammaturgia è di Ronny Dietrich. 

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