Il Papa: Gesù è la risposta di Dio alla nostra sete

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Gesù, infatti, è la risposta di Dio alla nostra sete. Come suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno «una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» ( Gv 4,14). Quante persone, in tutto il mondo, cercano anche oggi questa sorgente spirituale! «A volte riesco a raggiungerla – scriveva la giovane Etty Hillesum nel suo diario –, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo». [1] Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!

Alle ore 12 di oggi, III Domenica di Quaresima, il Santo Padre Leone XIV si è affacciato alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Pubblichiamo di seguito le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Il dialogo fra Gesù e la donna samaritana, la guarigione del cieco nato e la risurrezione di Lazzaro, fin dai primi secoli della storia della Chiesa, illuminano il cammino di chi, a Pasqua, riceverà il Battesimo e inizierà una vita nuova. Queste grandi pagine evangeliche, che leggiamo a partire da questa domenica, sono donate ai catecumeni, ma nello stesso tempo vengono riascoltate da tutta la comunità, perché aiutano a diventare cristiani oppure, se lo si è già, a esserlo con più autenticità e più gioia.

Gesù, infatti, è la risposta di Dio alla nostra sete. Come suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno «una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» ( Gv 4,14). Quante persone, in tutto il mondo, cercano anche oggi questa sorgente spirituale! «A volte riesco a raggiungerla – scriveva la giovane Etty Hillesum nel suo diario –, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo». [1] Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!

Nel Vangelo è scritto anche che «giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che [Gesù] parlasse con una donna» (Gv 4,27). Fanno così fatica a sentire come propria la sua missione, che il Maestro li deve provocare: «Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura» (Gv 4,35). Il Signore dice ancora alla sua Chiesa: “Alza gli occhi e riconosci le sorprese di Dio!”. Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla. Ma là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività. Gesù, invece, è attento. Quella donna samaritana, stando alle consuetudini, avrebbe dovuto semplicemente ignorarla; invece Gesù le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo.

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